Calendario eventi a cura di Paolo Pulina
Arte sarda nel Biellese, Francesco Ciusa e il suo tempo – Circolo Culturale Sardo "Su Nuraghe" di Biella
Arte sarda nel Biellese, Francesco Ciusa e il suo tempo
Sabato 8 luglio 2017, alle ore 21.00, a Pettinengo (Biella), in canton Gurgo, nell’oratorio di s. Grato e s. Eusebio, conversazione con Aldo Brigaglia - Arriverà dalla Sardegna per illustrare la “Madre dell’Ucciso”, opera marmorea di Francesco Ciusa esposta a Pettinengo nelle sale del Museo delle Migrazioni, Cammini e Storie di Popoli - Ingresso libero.
Aveva 24 anni, Francesco Ciusa, quando nel 1907 la giuria internazionale della Biennale di Venezia decretò il trionfo della “Madre dell’Ucciso”. Povero ma talentuoso, aveva ottenuto ragazzino dal Comune di Nuoro un sussidio per frequentare a Firenze l’Accademia di Belle Arti e ne era tornato con una solida preparazione tecnica. L’ispirazione artistica, quella gli veniva dalla precoce esperienza di vita barbaricina. Ne è prova proprio la Madre, i cui dettagli anatomici e le cui forme classicheggianti trasferiscono nella dimensione del mito e del simbolo la tragica realtà della società sarda.
Declinato l’invito a trasferirsi negli Stati Uniti, l’artista preferì tornare alla sua terra. Nuoro era a quel tempo l’Atene della Sardegna. Insieme al poeta Sebastiano Satta, alla scrittrice Grazia Deledda, al pittore Antonio Ballero, al musicista Priamo Gallisai e a tanti altri giovani nuoresi di talento, Francesco Ciusa contribuì a costruire quel rinnovato spirito di identità e di orgoglio “nazionale” che, nel sogno di scuotere la Sardegna dall’atavica costrizione sociale, sarebbe di lì a poco esploso nel rivendicazionismo e nel “sardismo”.
La sua opera si trasferirà col passare degli anni dalla grande statuaria alla ceramica, dal monumentale alla raffinatezza déco, sempre con una intensità espressiva che a ragione lo consacrano come il più grande artista sardo del Novecento. (dal comunicato stampa)